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La storia inizia negli anni Venti, quando le gare
si svolgevano nel campo sportivo “Stadium”
che i riccionesi chiamavano Hangar.
Una delle prime notizie di queste competizioni
riporta le vittorie nella gara del 1923 di Frangiotto
Pullè (affermatosinella 350) e di Nello
Leardini (500 ed inseguimento 10 km).
E proprio Pullè e Leardini furono tra i
fondatori nel 1935 del motoclub Celeste Berardi
di Riccione; gli altri furono Chicco Pullè,
Aldo Leardini, Bruno Manti.
Grido e Ribelle Galavotti, Lao Mancini ai quali
in seguito si unirono molti altri fra i quali
Pino Mancini, Nello Olmeda, Otello Caroni ed i
fratelli Omero ed Amedeo Ronci.
Bruno Manti fu il primo Presidente del motoclub
al quale sono succeduti Amedeo Ronci (alla guida
per ben 41 anni), Enrico Pullè ed Enio
Battarra, attualmente in carica.
Gli anni trenta portarono non solo un’attività
sportiva, ma espressero anche un valido campione
che ebbe i natali proprio a Riccione, Gastone
Berardi, figlio di quel Celeste al quale è
intitolato il locale motoclub.
Dopo il debutto nel 1938 proprio a Riccione, dove
vinse in sella ad una moto Guzzi 175, Berardi
l’anno successivo gareggiò in sella
ad una Guzzi Condor 500 messagli a disposizione
dalla Sezione Motociclistica del Dopolavoro Sportivo
di Riccione.
Nel ’40 entra nella Milizia Stradale che
in quel periodo garantiva la possibilità
di un’attività professionale nella
quale va inserita anche la Milano-Taranto, gran
fondo che il riccionese nel 1940 concluse aggiudicandosi
il primo posto nella 500 di terza categoria, ed
il quinto posto assoluto.
Qualche risultato in più poteva essere
colto negli anni successivi, ma la Guerra bloccò
questa scalata.
La ripresa è faticosa, ma non per questo
meno entusiastica. Nel 1946 (esattamente il 15
agosto) si disputa il circuito dell’Adriatico,
che si inserisce nella settimana motociclistica
romagnola tra Forlì e Rimini.
I piloti sono presenti in numero ridotto, ma il
motociclismo rappresenta molto per il pubblico
romagnolo che si distingue, in questa occasione,
per una certa indisciplina dovuta alla grande
passione.
Ma la Guerra è terminata da poco (tuttavia
non dimenticata, visto che lo starter sarà
il generale inglese comandante la zona di Riccione)
In quella occasione si imposero Fausto Toni con
la Galera nelle motocarrozzette, Dario Ambrosini
(Guzzi) nella 250 e Bruno Bertacchini nella 500.
A quella manifestazione ne seguirono molte altre
di vario livello (come quelle riservate ai cinquantini
o alle piccole vetture di formula K 250, dotate
di motore motociclistico), quasi tutte sul circuito
stradale con l’andata sul lungomare ed il
ritorno nelle strade adiacenti, nel tratto che
va dal Porto fino a viale San Martino.
Il percorso veniva recintato fino alla spiaggia,
ma i residenti non protestavano, poiché
le gare motociclistiche rappresentavano una delle
poche attrazioni della cittadina.
I box all’aperto, il “fai da te”,
certo lontano dai livelli attuali ma più
vicino alla dimensione romantica della vita e
dello sport caratterizzano gli anni del circuito
“perla Verde dell’Adriatico”.
Ed il circuito aveva superato anche le conseguenze
dell’incidente di Monza degli anni 60, grazie
agli organizzatori che avevano posto immediata
attenzione al problema della sicurezza e del contenimento
del pubblico.
Questo accorreva numeroso ad acclamare i campioni
che da allora scesero regolarmente in campo per
disputare soprattutto la cosiddetta “Temporada
Romagnola”, la serie di gare che rappresentava
anche un valido veicolo promozionale ed un test
in vista del mondiale.
Ed ecco, quindi, scendere in pista nomi come Venturi,
Grassetti, Villa, Provini e marche come MV Augusta,
Norton, Galera, Bianchi, Aermacchi, Morini, Mondiali,
Ducati, ecc.
Nel 1963 sono trentamila gli spettatori che assistono
alla prima gara internazionale che si disputa
a Riccione.
Le vittorie saranno tutte italiane:
Francesco Villa (Mondiali) nella 125, Provini
(Morini) nella 250, Grassetti (mv Privat) davanti
a Sheperd (MV Privat) e Venturi (Bianchi) nella
500; un giovanissimo Walter Villa si impone nella
gara juniores con la Ducati.
L’anno successivo un certo Giacomo Agostini
vince la 250 in sella alla Morini, mentre lo svizzero
Taveri porta la sua splendida Honda alla vittoria
nella 125; Venturi con la Bianchi fa sua la 500.
Pasolini è terzo nella 175 juniores, vinta
da Balestrieri, in seguito ottimo rallista.
Ed arriviamo al periodo dei grandi duelli, tra
i quali spiccavano quelli che vedevano protagonista
Giacomo Agostini, talvolta opposto al grandissimo
Mike Hailwood ed in altre occasioni a Renzo Pasolini.
Ma non si trattava di spettacoli a sé stanti,
bensì di duetti in una splendida Opera
che si chiamava circuito di Riccione, e più
ampiamente Mototemporada.
E non poteva essere altrimenti se consideriamo
che i co-protagonisti rispondevano ai nomi dei
già citati Villa, Taveri, Mandolini, Provini,
Venturi, Grassetti ed inseguito Billvy e Phil
Read, ambedue con la Yamaha.
E questo creava dell’entusiasmo incredibile,
che portava a veri e propri “bagni di folla”
con biglietti esauriti e cifre (dichiarate…)
di cinquanta-sessantamila spettatori.
Questa splendida festa ha la sua brusca interruzione
il 4 aprile 1971, quando sul circuito romagnolo
muore, a causa della fitta pioggia, Angelo Bergamonti,
compagno di squadra di Agostini nella MV Agusta.
Comunque, già si avvertiva un cambiamento
per quei piloti e mezzi ormai troppo “sacrificati”
tra strade, balle di paglia e marciapiedi.
Un’era che si conclude, anche se il moto
club Berardi di Riccione non si ferma: il 12 Agosto
del 1972 organizza la prima gara motociclistica
sul circuito del Santamonica.
E’ l’inizio di un nuovo capitolo del
motociclismo che non vivrà più sul
mese necessario per allestire il circuito con
le balle di paglia, sulle moto artigianali, sugli
alberi, sulla gente con il vestito della festa
e su una semplicità non per questo meno
valorosa e coraggiosa.
Ora, questo romanticismo non esiste più,
e non è più pensabile poterlo riproporre:
rimane soltanto il diritto-dovere di ricordarlo
così, com’è stato.
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